
REGGIO EMILIA - Non una semplice prova, ma un passaggio di confine: il momento in cui la formazione smette di essere esercizio e si avvicina alla responsabilità concreta. È in questo spazio, tra preparazione e realtà operativa, che prende forma il futuro del soccorso reggiano attraverso il percorso di circa cinquanta nuovi volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato di Reggio Emilia.
Nel corso di un’articolata esercitazione preparatoria, i partecipanti si sono confrontati con scenari di emergenza sanitaria costruiti per riprodurre la complessità dell’intervento reale: traumi, insufficienze respiratorie, urgenze improvvise e gestione delle priorità cliniche. Situazioni in cui la tecnica da sola non basta, e in cui diventano determinanti lucidità, coordinamento e rapidità di decisione.
A seguire ogni fase del percorso, l’attenzione costante degli istruttori: una presenza rigorosa e discreta, chiamata a osservare, correggere e indirizzare ogni gesto, trasformando l’errore in strumento di crescita e affinamento. Un ruolo silenzioso nella forma, ma decisivo nella sostanza della formazione.
In questi contesti, l’apprendimento cambia natura: non è più trasmissione di nozioni, ma esperienza che si costruisce nell’azione. Ogni esercitazione richiama un principio essenziale del soccorso: non esistono casi, ma persone. Non numeri, ma vite che attendono una risposta competente e umana.
In un tempo in cui il servizio alla collettività rischia di apparire sempre più raro, la scelta di questi nuovi volontari assume il valore di un impegno concreto. È una decisione che si traduce in presenza: esserci quando altri si fermano, intervenire quando la fragilità chiama.
Il Comitato di Reggio Emilia conferma inoltre una crescita significativa e costante: dai 445 volontari del 2020 si è arrivati agli attuali 503. Un dato che racconta non solo un aumento numerico, ma una comunità che continua a riconoscere nel volontariato una forma concreta di coesione e tenuta sociale.
“Quando io e mia moglie abbiamo concluso la nostra esperienza nello scoutismo, durata quasi trent’anni, abbiamo sentito il bisogno di continuare a vivere il volontariato in una forma diversa”, racconta il presidente del Comitato di Reggio Emilia, Mario Restuccia. “La Croce Rossa ci ha offerto questa opportunità e abbiamo compreso quanto questo mondo sia più ampio di quanto spesso si immagini. Non si tratta soltanto di soccorso in ambulanza: si tratta della presa in carico della persona nella sua interezza, dall’assistenza sanitaria alla dimensione sociale, fino alla vicinanza nei momenti di fragilità."
Una visione che restituisce il senso più autentico dell’associazione: non solo emergenza, ma continuità di attenzione verso la persona.
Nelle prossime settimane questi nuovi volontari affronteranno l’esame del 13 giugno, ultimo e decisivo passaggio del loro percorso. Il superamento della prova consentirà l’accesso operativo ai servizi di emergenza sanitaria e l’impiego a bordo delle ambulanze della Croce Rossa Italiana. È il momento in cui la formazione si traduce in abilitazione concreta, e la preparazione diventa responsabilità diretta sul territorio.
Chi scrive, da oltre vent’anni volontario della Croce Rossa Italiana, sa che ogni intervento nasce prima della chiamata. Nasce nella preparazione, nella ripetizione dei gesti, nella disciplina che trasforma l’azione in prontezza.
Ed è in questo passaggio essenziale che si misura il senso del volontariato: la capacità di farsi presenza reale quando serve, e risposta quando tutto dipende dal tempo.

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