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Ogni allenamento è una promessa di speranza: sul lago di Correggio alcuni componenti del gruppo OPSA si prepa

04/07/2026 18:06

Fabrizio Montanari

Cultura e Società, In Primo Piano,

Ogni allenamento è una promessa di speranza: sul lago di Correggio alcuni componenti del gruppo OPSA si preparano a salvare vite

CORREGGIO (Reggio Emilia) - C'è un silenzio particolare che avvolge un lago. Un silenzio che trasmette pace, ma che può trasformarsi, in un istante, n

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CORREGGIO (Reggio Emilia) - C'è un silenzio particolare che avvolge un lago. Un silenzio che trasmette pace, ma che può trasformarsi, in un istante, nello scenario di una richiesta d'aiuto. È proprio per affrontare quel momento, quando ogni secondo pesa come un'eternità, che alcuni componenti del gruppo OPSA (Operatori Polivalenti Salvataggio in Acqua) della Croce Rossa Italiana Comitato di Reggio Emilia si sono ritrovati sulle rive del lago di Correggio per un'intensa esercitazione di soccorso acquatico.

Non è stata una semplice prova tecnica. È stato un allenamento alla responsabilità, alla lucidità e alla capacità di intervenire quando il tempo non concede errori. Perché dietro ogni manovra eseguita con precisione c'è la consapevolezza che, nella realtà, quel gesto potrebbe rappresentare il confine tra la speranza e la tragedia.

Durante l'attività, gli operatori hanno simulato diverse tecniche di recupero utilizzando un gommone a remi e il Rescue T-Tube, uno dei presidi più efficaci nelle operazioni di salvataggio in acqua. La particolare conformazione a "T" e l'elevata capacità di galleggiamento consentono di sostenere fino a due persone, mantenendo le vie respiratorie del pericolante (persona che rischia l'annegamento) fuori dall'acqua con il minimo sforzo del soccorritore, permettendo così di operare con rapidità e sicurezza anche nelle situazioni più critiche.

Ma la vera forza dell'OPSA non si misura soltanto nelle attrezzature o nelle tecniche apprese. Si costruisce nel tempo, attraverso ore di addestramento, sacrifici, aggiornamenti continui e simulazioni che mettono alla prova non solo il fisico, ma anche la mente e la capacità di prendere decisioni in pochi istanti. Ogni esercitazione è un tassello di un percorso che richiede disciplina, umiltà e una costante ricerca del miglioramento.

Essere pronti significa allenarsi quando tutto è tranquillo, per non farsi trovare impreparati quando la tranquillità lascia spazio all'emergenza. Significa imparare a governare l'adrenalina, mantenere il sangue freddo e lavorare in perfetta sintonia con i propri compagni, perché nel soccorso acquatico il gioco di squadra è spesso la chiave del successo.

L'esercitazione svolta al lago di Correggio racconta una realtà che raramente trova spazio sotto i riflettori: quella di volontari che scelgono di dedicare tempo, energie e passione a una missione tanto impegnativa quanto preziosa. Persone che, lontano dagli applausi, investono ore della propria vita per prepararsi a salvare quella di qualcun altro.

Il valore di una giornata come questa non si misura soltanto nelle tecniche perfezionate o nei protocolli ripassati. Si misura nella serenità che una comunità può avere sapendo che, se un giorno qualcuno dovesse trovarsi in difficoltà tra le acque, ci saranno donne e uomini preparati, competenti e pronti a intervenire senza esitazione.

Perché il soccorso non nasce nell'istante dell'emergenza. Nasce molto prima. Nasce nell'impegno quotidiano, nella fatica degli allenamenti, nella volontà di migliorarsi ogni giorno e nella scelta, profondamente umana, di essere presenti quando qualcuno ha più bisogno di aiuto. È questo lo spirito che anima gli operatori OPSA: trasformare la preparazione in fiducia, la competenza in sicurezza e la solidarietà in un gesto capace di restituire speranza.

 

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