images

facebook
instagram

lamentecritica.it - Copyright © 2025 - 2026

La Mente Critica di Montanari Fabrizio 

Testata giornalistica iscritta al tribunale di Reggio Emilia - Registro Stampa n. 5/2025 del 13/10/2025

Direttore responsabile: Fabrizio Montanari - CF. MNTFRZ84E04G337B - Partita IVA: 03128800350 

E-mail: redazione@lamentecritica.it

 

Informativa Cookie | Informativa Privacy | Copyright

 

aggiungi un titolo (1)

I Settori Formativo, Addestrativo e Logistico della Marina Militare

06/10/2026 22:02

Fabrizio Montanari

Cultura e Società,

I Settori Formativo, Addestrativo e Logistico della Marina Militare

Ripercorrendo gli argomenti trattati con il Contrammiraglio Francesco Milazzo (Comandante ‘Mariscuola Taranto’), il Contrammiraglio Luca Esposito (com

Ripercorrendo gli argomenti trattati con il Contrammiraglio Francesco Milazzo (Comandante ‘Mariscuola Taranto’), il Contrammiraglio Luca Esposito (comandante ‘Maricentadd’), Pasquale De Candia, (direttore dell’Arsenale Militare Marittimo).

7.jpeg

Accanto al Contrammiraglio Luca Pasquale Esposito, Comandante di MARICENTADD, il Centro Addestramento Aeronavale della Marina Militare

 

(Foto di Fabrizio Montanari)

TARANTO - Qualsiasi scuola è fondamentale per la crescita professionale di chiunque, ma ‘Mariscuola Taranto’ (Istituto di Formazione, intitolato alla Medaglia d'Oro al Valor Militare, Lorenzo Bezzi) è un caposaldo della Marina Militare. A comandarlo c’è il Contrammiraglio Francesco Milazzo e non mi stupisco se, con la sua voce calma, seria e coinvolgente, mi illustra subito un’iniziativa della Scuola che da sola dice quasi tutto: “L’accesso alle varie opportunità di carriera in Marina Militare viene percepito, a volte, ed erroneamente, come un processo difficile, a tratti irraggiungibile, mentre il messaggio che vogliamo dare è: ce l’ho fatta io, ce la potete fare anche voi. Se nel sud della nostra Penisola molti più giovani sentono in sé stessi la spinta ad entrare in Marina, il nostro intento è diffondere tra tutti i ragazzi la voce della Marina Militare, anche in quelle aree di non frequente gravitazione o presenza, allargando così il bacino di reclutamento. Come ‘Mariscuola’, da due anni, siamo soliti incentivare allievi provenienti dal centro/nord Italia a tenere conferenze nei loro precedenti istituti di formazione (un liceo o un istituto tecnico professionale). Il nostro studente ha la possibilità di farsi vedere in divisa da quegli stessi ragazzi e ragazze che sino a poco tempo prima erano abituati a osservarlo vestito in borghese, magari anche con i capelli lunghi. È un’esperienza formativa per tutti, l’alunno che tocca con mano la nuova dimensione che sta raggiungendo, e i suoi “vecchi” compagni che si confrontano con un’altra realtà e le possibilità che questa offre. ‘Mariscuola Taranto’ consente ai suoi allievi la possibilità di seguire quattro percorsi di laurea: ‘Scienze Infermieristiche’, ‘Informatica e Comunicazione Digitale’, ‘Scienze e Gestione delle Attività Marittime’, ‘Ingegneria Industriale e dei Sistemi Navali’. Per numero di frequentatori siamo il più grande centro di formazione della Marina Militare. Ovviamente, dal 2004 (anno di sospensione dell’obbligo del servizio di leva obbligatoria), c’è stata un’evoluzione nell’insegnamento e preparazione degli allievi. Qui formiamo non solo i marescialli, che sono la spina dorsale della Marina Militare, ma anche quasi tutti i volontari di truppa della Marina. E per inciso, per i volontari di truppa, abbiamo anche un altro centro di formazione alla Maddalena, in Sardegna, ‘Mariscuola La Maddalena’, dove vengono preparati i nocchieri, i tecnici di macchine ed i nocchieri di porto delle capitanerie di porto. Quindi, tra allievi normali marescialli e volontari di truppa, circa il 65%/70% di tutto il personale della Marina transita nella fase iniziale di formazione da questo Istituto”. Prosegue Milazzo: “Dati alla mano, in questo momento abbiamo due scaglioni di volontari, parliamo di 550/600 persone di truppa e 200 concorrenti marescialli. Altre tipologie di corsi coinvolgono il personale più anziano. Diciamo che mediamente tra novembre/dicembre avremo 600 militari di truppa e 450/500 persone nei tre corsi per marescialli, un totale di oltre 1.000 persone cui si aggiungono i partecipanti a un altro corso per marescialli. L’utenza, se posso usare questo termine, va quindi da un minimo di 1.000/1.100 persone a punte anche di 1.500, di cui circa un migliaio residenziali (ovvero dormono e vivono all’interno della nostra Sede). E data la costante esigenza di incrementare la formazione del nostro personale, quasi tutti coloro che devono fare i corsi di aggiornamento ripassano da qui in fasi successive della carriera. Preme sottolineare il forte impatto anche economico che tutto ciò ha sulla città di Taranto. Questo capoluogo è quello che gli inglesi chiamano la “homebase” della Marina Militare. È la base principale, un contesto militare molto integrato con la realtà cittadina e locale. Infatti il legame tra Taranto e la Marina Militare è radicato nella storia e nella quotidianità. Si può dire che a Taranto all’interno di una qualsiasi famiglia un componente della stessa è “sicuramente” in Marina, e quando si dà corso alla cerimonia di giuramento nel tratto del lungo mare i cittadini si riuniscono. È una bella convivenza, quella tra Marina e cittadinanza, che ci rende orgogliosi perché non è nata e cresciuta per caso, ma l’abbiamo saputa costruire da entrambe le parti con rispetto e collaborazione reciproci”. Integra Milazzo: “Per quanto attiene la mia figura, in qualità di Comandante, ho frequenti rapporti con tutte le autorità istituzionali, dal Prefetto al Sindaco, al Vescovo, ma anche con le realtà imprenditoriali, ad esempio Confindustria. Il mio core business (attività principale), inoltre, riguarda sia la parte marescialli sia la parte volontari di truppa. Da me dipende infatti una direzione di selezione che non è collocata in questa area, ma in centro città presso la Caserma ‘Ignazio Castrogiovanni’ dove una volta vi era il cosiddetto ‘Maricentro’ (luogo in cui i militari di leva trascorrevano i famosi “tre giorni”). Presso questa Caserma dispongo di una piccola “enclave” dove sui 7.000/8.000 ragazzi che annualmente si presentano per la selezione, circa 2.000 approdano a ‘Mariscuola Taranto’ e ‘Mariscuola La Maddalena’. La selezione per i volontari di truppa si basa su un concorso per titoli (diploma, laurea, et cetera) cui segue una visita medica e un test psico/attitudinale. Per alcune categorie (basti pensare agli incursori o agli anfibi) è richiesto anche il superamento d’impegnative prove fisiche. Invece, come accennato precedentemente: nocchieri, tecnici di macchine, nocchieri di porto si recano alla Maddalena (un Istituto più piccolo rispetto a ‘Mariscuola Taranto’). Ovviamente, compiti peculiari di ‘Mariscuola’ sono: il fornire agli allievi l’inquadramento da un punto di vista militare, il trasmettere i valori etici/comportamentali e curare l’“education” (l’insegnamento vero e proprio). Nel 99% dei casi i volontari sono ragazzi che passano dal divano di casa al dover rispettare ordini e orari. Non è facile per il sottoscritto e il mio personale gestire un insieme di ragazzi/ragazze che non devono solo abituarsi a una realtà molto diversa a quella cui sono avvezzi, ma devono anche apprendere quelle dinamiche che permetteranno loro di comportarsi nel modo più efficace a bordo di una nave quando verranno inseriti nei vari reparti. È un dato di fatto che in un contesto formativo la forma è anche sostanza. Per questo tra i docenti figurano Sottufficiali, con diversi anni di servizio sulle spalle, che si dedicano a questo compito quando non sono a bordo di una nave, perché il maestro di oggi sarà il collega di domani. E sono diverse le tipologie di ragazzi che incontriamo: da quello che sogna di entrare in Marina sin da piccolo a quello che vuole provare a sperimentarlo. Capita poi che qualcuno, concluso e superato il concorso, abbandoni questo mondo ancora prima di iniziare il vero cammino. Tengo a sottolineare come sappiamo anche apprezzare queste “dimissioni”, perché anche per darle ci vuole coraggio. In fondo, quello che cerchiamo di fare è potenziare le motivazioni che ogni ragazzo/ragazza possiede. Le donne in Marina Militare sono attualmente circa il 9/10% e alcune sono già arrivate a essere Capitani di Vascello e a breve qualcuna diventerà Ammiraglio”. Conclude Milazzo: “Preme sottolineare che l’inglese è una lingua indispensabile, considerando gli impegni e le missioni internazionali che ci troviamo ad affrontare, ma se c’è chi conosce anche una lingua rara (ad esempio l’arabo) viene ulteriormente valorizzato”. A questo punto il Contrammiraglio Francesco Milazzo mi presenta il Capitano di corvetta Paolo Bonora, comandante della prima classe normale marescialli, il quale mi illustra la giornata tipo di un allievo: “La sveglia è alle ore 6,15, a volte anche prima, e si svolge un condizionamento fisico, in parole semplici attività fisica di prima mattina. A causa del numero cospicuo delle diverse attività (ginnico/sportive, militaresche, et cetera), i tempi da dedicare a ognuna sono assai ridotti pertanto qui impariamo ad ottimizzare il tempo. Tengo a precisare che dalle ore 8 alle ore 13 vi è la parte didattica nel Palazzo Studi, segue la pausa pranzo di un’ora e nel pomeriggio si prosegue con lo studio o lo sport. E… è già ora di cena, un po’ di relax e alle 22,38 suona il silenzio, pertanto tutti a letto”. Ora, perché l’intervista non si trasformi in una… lezione, chiedo al Capitano Paolo Bonora di parlarmi della sua esperienza: “Mi sono avvicinato al mondo militare grazie a mio fratello di qualche anno più grande di me, che è in Marina anche lui, e devo ammettere di essere grato per i sempre nuovi stimoli che questa vita mi permette di provare. Riconosco però la difficoltà che si affronta nel dover gestire le tante mansioni in archi temporali ben definiti. La gestione del tempo è una caratteristica fondamentale delle attività militari specialmente in questo contesto e non vi è molto spazio per il divertimento. Però tra di noi vi è sempre qualcuno pronto a tendere una mano a chi è in difficoltà. E in Marina capita anche di trovare… l’anima gemella”. Ora posso incontrare Sara Viale, capo terza classe: “Sono di Ventimiglia e ho iniziato questo percorso appena terminate le scuole superiori. Nella camerata, dove convivono circa 6/7 allievi (posto letto e una piccola scrivania per lo studio) la sveglia è data dall’accensione delle luci. All’inizio dell’avventura è stato un trauma, lo ammetto, ma poi ci si fa l’abitudine. Seguono venti minuti di pratiche (rifare il letto, andare in bagno, vestizione, fare colazione), per essere poi pronti per l’alza bandiera (che avviene alle 7,55). C’è da dire che vi è anche chi si alza alle 5,55 e sono coloro che fanno il cosiddetto “periodo estremo”, praticamente un’ora di sport dalle 6 alle 7 prima di iniziare tutte le altre attività. Dalle 8 alle 13 studio… qui si studia sempre. Pranzo, alternanza studio e attività sportive (piscina, percorsi di agilità). Infine cena e letto”. Devo riconoscere che mi colpisce la serenità che traspare dai volti e dalle parole sia del Capitano di corvetta Paolo Bonora sia del capo di terza classe Sara Viale. Si ha quasi l’impressione che vedano il loro servizio nella Marina Militare non come un lavoro, ma come una passione che non delude. È il momento di Luigi Lucarella (capo terza classe, elettricista), il quale pratica arti marziali da diverso tempo e tiene a farmi visionare un allenamento di altri allievi, tutti intenti nell’apprendere l’arte del ‘CMCC’ (combattimento militare corpo a corpo). È una disciplina marziale fondata da istruttori della brigata ‘San Marco’, basata essenzialmente sulla capacità di neutralizzare la minaccia senza fare del male.

 

Dalla teoria all’addestramento il passo è breve. A parlare è il Contrammiraglio Luca Pasquale Esposito, comandante di ‘Maricentadd’, il Centro Addestramento Aeronavale della Marina Militare. È un uomo di grande esperienza che ha partecipato alle missioni NATO durante la crisi nell’ex Jugoslavia e comandato la ‘Task Force 465’ in Oceano Indiano per l'Operazione Atalanta dell'Unione Europea. “Il nostro compito è completare l’iter formativo che viene iniziato presso gli istituti di formazione, quali l’Accademia navale di Livorno, le scuole Sottufficiali di Taranto e La Maddalena (Sardegna). Tutti questi istituti di formazione forniscono la fondamentale preparazione di base. Non solo al personale insegnano a passare da una vita civile a una militare, ma forniscono allo stesso le basi su cui costruire poi la propria professionalità. L’addestramento specialistico di tutti gli Ufficiali/Sottufficiali/Graduati e delle truppe delle componenti navali e aeree della Marina Militare, sia a livello individuale sia collettivo, è poi sviluppato in questa Sede. Il Centro Addestramento, infatti, permette di apprendere, in step successivi durante la carriera di Ufficiali, Sottoufficiali e Graduati, le capacità di impiegare i sistemi che si trovano a bordo delle Unità Navali e non solo. Tale addestramento viene eseguito per tutte le componenti della Marina Militare ad eccezione delle componenti specialistiche (sommergibili, aerei, ‘Brigata Marina’). Compiti di questo Ente sono, quindi, l’addestramento individuale e la formazione specialistica, l’addestramento di team, il supporto alla condotta e alla valutazione delle esercitazioni maggiori nazionali, studi, sperimentazioni, aggiornamenti e valutazioni in campo tecnico e operativo. Infatti emuliamo/simuliamo situazioni in cui un’Unità navale può imbattersi, in modo da addestrare il personale ad adottare le metodologie e le procedure corrette per affrontare la situazione. Ovviamente tutto quello che compiamo è basato sulla normativa tattica NATO che è quello che ci consente poi di essere interoperabili in mare con le Marine dell’Alleanza. L’addestramento, oltre ad essere condotto in aula, viene approfondito attraverso l’uso di simulatori che consentono sia di addestrare i singoli team di bordo sia gruppi navali, mediante la creazione di scenari operativi generati dagli istruttori del Centro. L’addestramento di team riguarda in primo luogo i Tirocini Navali (TN), sia per le unità nazionali, sia per quelle estere. Questi sono in numero variabile, perché sono destinati ad addestrare gli equipaggi al completo delle unità navali di nuova introduzione in servizio, o quelle che sono rimaste ferme per più di sei mesi, in caso di lavori importanti. Tengo a sottolineare che i tirocini coinvolgono tutte le Unità Navali, dalla più piccola unità ‘Moto Trasporto Costiero’ per il trasporto acqua alla più grande portaeromobili”. Un ulteriore impegno che gestisco in prima persona, coadiuvato dal mio team, è un addestramento avanzato basato prettamente su esercitazioni denominate Mare Aperto che coinvolgono Guardia di Finanza, Esercito Italiano e di Paesi alleati e Marine straniere. Intendo soffermarmi sull’addestramento detto “avanzato” perché si svolge in uno scenario aperto, cioè in un panorama internazionale di Stati che si contrappongono tra loro. L’ultima esercitazione svolta ha visto l’impiego di circa 50 navi. E… non deve stupire l’impatto che ha il mare sull’Europa, sul mondo, in quanto è vitale anche in termini di approvvigionamenti energetici. Quando si è verificato l’attacco al ‘North Stream’ (il gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, trasporta gas proveniente dalla Russia in Europa occidentale) ero presente in loco, e i nostri cacciamine erano impiegati per controllare gli altri gasdotti principali (il ‘Greenstream’, che collega l'Italia alla Libia; il ‘Blue Stream’ e il ‘TurkStream’, che collegano la Russia con la Turchia)”. A questo punto non posso fare a meno di notare che in Marina, la differenza tra la scuola e la carriera effettiva è molto labile, e non basta studiare e imparare a memoria, ma si deve sapere e saper fare. Il Contrammiraglio annuisce. “Sino a un anno fa ero comandante della ‘Quarta Divisione Navale di Augusta’, e se oggi ricopro questo ruolo non è solo per cultura, ma anche per esperienza. Ammetto di essere molto soddisfatto, questo è un lavoro pieno di stimoli dove c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare a tutti i livelli. In più, ricoprire tale ruolo mi porta a dover essere un punto di riferimento per tutti i colleghi. Le relazioni sono alla base della quotidianità anche se, ovviamente, in Marina esiste la gerarchia e va rispettata. Termina Esposito: “Riallacciandomi alla fase addestrativa, lo scorso anno abbiamo dato vita a 460 corsi che hanno coinvolto 6.200 allievi, fondamentali e che devono essere seguiti e superati da tutto il personale della Marina sono i corsi antincendio e antifalla racchiusi nel cosiddetto ‘controllo del danno’. Chi fallisce anche in uno solo dei due corsi non può salire a bordo di una nave. Un grande aiuto, però, è dato dalla realtà virtuale, anche se l’ideale sarebbe avere una nave dotata di sistemi di bordo sempre aggiornati. Un tempo disponevamo di fedeli repliche, ma ora la tecnologia da riprodurre è troppo dispendiosa a livello economico, si pensi solo al caso degli operatori e dei tecnici che gestiscono e garantiscono la manutenzione dei sistemi di bordo (lancio dei missili, tracciatura delle navi, et cetera). Pertanto addestriamo con mezzi virtuali i tecnici ad aprire i radar, cambiare i relè, verificare le resistenze. Invece i corsi antincendio e antifalla non sono fittizi, bensì reali, e vengono effettuati nella prima settimana di “studio”. Buio vero, caldo vero, incendio vero. Antifalla e antincendio devono passare per la realtà. Il solo avvicinarsi a una paratia infocata, al buio totale e ricoperti dal fumo, dove non si vede nulla e si sente solo caldo, sono sensazioni che con il virtuale non si possono riprodurre. Con l’antifalla un locale viene allagato e ci si ritrova con l’acqua alla gola. Non sono corsi destinati ai civili, ma solo ai militari. In certi casi può capitare che qualcuno non reagisca bene, pertanto deve ripetere il corso dato che non è da tutti riuscire a non andare nel panico quando si presenta il problema. Ma… creare automatismi sia di pensiero sia di gesti possono salvare la vita”.  Dopo la chiacchierata vi è spazio per assistere alla simulazione di un attacco di una piccola imbarcazione alla nave. Un simulatore virtuale mediante la sola percezione degli schermi ti porta a essere catapultato nella realtà.

 

E… dopo un anno solare, ritorno a fare visita all’Arsenale Militare Marittimo di Taranto. Ad accogliermi è l’Ammiraglio Ispettore Pasquale De Candia, direttore dell’Arsenale stesso. De Candia sottolinea come l’arsenale di Taranto insieme agli arsenali di Augusta e di La Spezia sia uno dei tre ancora attivi della Marina Militare Italiana. Una vera e propria città dei mestieri dove diversi specialisti intervengono per effettuare manutenzioni o riparazioni sulle parti componentistiche di navi o sottomarini. Vi è l’equipe in grado di riparare un periscopio nelle sue complessità, chi si occupa delle tappezzerie, chi dei giubbotti di salvataggio, chi delle cime, et cetera. L’Arsenale Militare è il supporto chiave alla Marina. Ma non ho voluto farmi sfuggire l’opportunità di visitare la biblioteca “libri storici” dell’Arsenale. È una raccolta di volumi marinareschi (anche stranieri) catalogati con dedizione e professionalità da Roberto Orlando. Un luogo dove un appassionato di nautica rimarrebbe giorni ad apprezzarne i contenuti.

8.jpeg

Al fianco dell’Ammiraglio Ispettore Pasquale De Candia, Direttore dell’Arsenale Militare Marittimo.

 

(Foto di Fabrizio Montanari)

APPROFONDIMENTI:

La Marina Militare, un fiore all'occhiello del nostro Paese - Due intense giornate trascorse, nel settembre 2024, presso la Base della Marina Militare di Taranto.

(https://lamentecritica.it/blog-detail/post/323895/la-marina-militare-un-fiore-allocchiello-del-nostro-paese)

Il Settore Operativo della Marina Militare - A colloquio con Raffaele Martino (comandante della nave ‘Morosini’) e la Componente Sommergibilisti. (https://lamentecritica.it/blog-detail/post/323896/il-settore-operativo-della-marina-militare)

Il Castello Aragonese, l'anima di pietra che custodisce Taranto - Una proficua chicchierata con l’Ammiraglio di Squadra Francesco Ricci

(https://lamentecritica.it/blog-detail/post/323898/il-castello-aragonese-lanima-di-pietra-che-custodisce-taranto)